Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/revslider/includes/operations.class.php on line 2364

Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/revslider/includes/operations.class.php on line 2368

Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/revslider/includes/output.class.php on line 3169

Warning: session_start(): Cannot start session when headers already sent in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/includes/hooks.php on line 259
MANI CHE CONTENGONO LO SPAZIO DEL CUORE – Associazione MU – Cranio Sacral Training

Articoli

Articoli

MANI CHE CONTENGONO LO SPAZIO DEL CUORE

 

 

Embrio - Lennart Nilsson

 

foto Lennart Nilsson

“Non c’è bisogno di correre fuori

per vedere meglio,

né di affacciarsi alla finestra.

Piuttosto, aspetta al centro del tuo essere….

cerca il tuo cuore e guarda…

La via del fare è essere.”

Lao Tzu

Uno dei primi aspetti che emergono è il carattere di duplice punto di vista che l’argomento offre: esso, per quanto concerne la Biodinamica Craniosacrale (BCS), può essere visto dal punto di vista del cliente ma anche da quello, non certo meno importante, dell’operatore. Così si può già ipotizzare un’unità di campo molto intensa a questo proposito.

 

La leggerezza del tocco, la sua particolare qualità di presenza, di intensità, ma anche di rispettosa negoziazione dei confini, è uno degli aspetti principali del nostro lavoro: un tocco appropriato permette la percezione del movimento respiratorio e di ciò che accade nel sistema.  Come dice Hugh Milne[1]: “…un contatto leggero invita l’anima a risalire alla superficie per incontrare le dita che toccano”; e insieme alla delicatezza l’operatore porta anche l’intenzione di entrare in contatto in maniera neutrale e spaziosa, affinché il sistema del cliente si esprima. Il contatto dell’operatore sa dare contenimento al campo che si va manifestando, e al tempo stesso sa essere sensibile alla minima richiesta di spazio proveniente dal ricevente.

Il nostro punto di partenza nell’intitolare questo approfondimento è l’embriologia che ci insegna come, più o meno alla quarta settimana, le mani dell’embrione sembrano spuntare dal cuore e abbracciarlo in quella fase in cui esso occupa quasi interamente il torace. Le mani lo avvolgono, la faccia ci si appoggia in un momento per l’embrione di intensa intimità con se stesso. La mano prende forma attorno alla forma del cuore, e cresce stando in stretto contatto con esso. Come insegna Jaap van der Wal[2], l’embrione ha un orientamento centripeto, a differenza dell’adulto: solo dopo questo orientamento di ripiegamento su se stesso le mani andranno verso la testa, in quella che Blechschmidt chiama “la posizione del suonatore di flauto”, e infine sarà possibile la spinta a flettersi nell’opposta direzione, così peculiare per l’essere umano, gesto così significativo per il suo divenire fisiologico, psicologico e spirituale. Solo l’essere umano compie questo gesto di deflessione: per la precisione questo movimento inizia alla sesta settimana, e ci vuole una settimana perché si completi. Ancora Jaap van der Wal (v.cit.4) spiega che questo movimento potrebbe essere descritto come il sollevare la testa, ed è un movimento di crescita senza l’implicazione del cervello né dei muscoli, ed è anche un movimento dell’anima, che ha a che fare con l’identità e che ripeteremo molte volte nella vita, a diversi livelli, dopo averlo “imparato” da embrioni.

L’immagine delle minuscole mani avvolte attorno al cuore che diventa il centro dell’essere umano, di questo piccolo essere agli inizi della vita, commuove. Così potremmo provare a chiederci cosa resti di tutto questo nelle memorie racchiuse nelle mani del cliente come in quelle dell’operatore.

                        

Il contatto ha una stretta relazione con la percezione: talvolta nominiamo la frase “percepire con le mani”; infatti questo è un processo in cui le informazioni vengono trasmesse al cervello dalle terminazioni dei nervi sensoriali delle dita, dette propriocettori. Di tutte le parti del corpo, sono proprio le dita che contengono la maggioranza di propriocettori nervosi, che le rendono particolarmente sensibili anche al più delicato degli impulsi.

Sappiamo comunque da esperienza che l’ascolto nella BCS non è solo un fatto di capacità “fisiologica”. Ferma restando la presenza dei propriocettori, infatti, e l’oggettiva sensibilità manuale che viene sviluppata e messa in campo dall’operatore, l’ascolto di cui si parla qui è una competenza molto più complessa.  In stato di meditazione, mentre le sue mani sfiorano la persona ricevente, l’operatore BCS si connette dalla propria globalità a quella del cliente.  Da quello spazio, con le proprie mani immerse nel campo dei fluidi, egli sente e “vede”: vede con le mani, come più volte diceva Sutherland.

Le mani rappresentano la nostra capacità di dare, di ricevere e di connettersi a vari livelli. Il bambino, dalle sue primissime settimane, inizia a conoscere il mondo con le mani. Toccando gli oggetti li conosce, crescendo cerca una mano per essere accompagnato, l’adulto stesso tocca il mondo per conoscerlo meglio. Ernst Fischer[3] pensava che la mano è il vero organo della civiltà, che è l’iniziatore dell’evoluzione umana.

 

“Ti parlo con il cuore in mano”: quante volte sentiamo e usiamo questa espressione, senza forse considerarne attentamente il significato! Alla luce di queste considerazioni, però, essa assume una connotazione molto più precisa: le mani sanno, per esperienza vissuta, cosa voglia dire avere il cuore in mano. Ogni essere umano lo sa. Lo può tenere presente l’operatore che tratta le mani del cliente e che si connette con il proprio e con il suo cuore.

 

Durante una conferenza del 2005[4] Michael Shea disse più o meno quanto segue: “L’idea del racconto dell’embrione ha a che vedere con i gesti; la crescita e lo sviluppo dell’embrione sono il modo in cui esso parla a noi. Si parla anche di sviluppo psicologico. Se per esempio guardiamo allo sviluppo del cuore, circa alla quarta settimana c’è una piccola mano che viene fuori, e viene fuori dal lato del cuore: la mano prende forma attorno alla forma del cuore, e la curvatura del cuore causa la curvatura delle articolazioni della mano, e la differenziazione delle falangi, e le mani crescono e tengono il cuore in mano!!!. E poi le mani vanno verso la testa. E questo accade in tutti gli embrioni.

 

Il cuore e il tratto iniziale dei grossi vasi, sono rivestiti da una sacca fibro-sierosa, il pericardio, che ha la funzione di protezione, e che registra anche gli aspetti emotivi, che vengono trattenuti in questo tessuto e si trasmettono alle strutture connesse: sterno, vertebre toraciche, vertebre cervicali fino ad arrivare alle mani. La condizione del pericardio è strettamente correlata anche al diaframma respiratorio e allo stomaco. Tutte queste parti sono strettamente interconnesse e si influenzano reciprocamente.

Talvolta, lavorando sulle articolazioni delle mani, possono rilasciarsi memorie trattenute nel cuore; per questo è molto importante l’aspetto del contenimento in modo spazioso, con un contatto amorevole.

Già Plutarco scrisse: “Dove uno soffre, lì tiene la mano”[5]: pensiamo a quanto è vera questa affermazione nella nostra esperienza quotidiana! Anche il bambino mette le mani sopra una ferita, ogni essere umano porta spontaneamente la mano a proteggere una parte dolorante, e nella visione olistica della BCS sarà ovvio accettare che la mano si connette spontaneamente anche ai dolori del cuore emotivo.

 

 Ancora un’espressione comune su cui soffermarci: “Dammi una mano”. Sorprendente notare come questa sia la realtà anche oggettiva di una sessione impostata sul lavoro delle mani. Potremmo pensare a un bambino che si fa fiduciosamente accompagnare lasciandosi prendere per mano: la mano cui si affida, per farlo crescere, non sarà impositiva, bensì presente, accogliente, spaziosa e amorevole. Così la mano dell’operatore accompagna il cliente nel viaggio della BCS.

 

In conclusione, ci pare bella la citazione di Giorgio Bassani[6]:

 

“Vi dirò solo che mi lasciai pilotare nel buio da qualcuno che mi aveva preso in silenzio per la mano.”

 

A cura di Advaita Monica Tinghino e Bhakti Elena Galeotti; revisione di Premdasi Elisabetta Pesce.

Advaita e Premdasi sono tutor nel training di BCS offerto dall’Ass. Mu.

Tutte e tre sono operatrici di BCS e socie qualificate A.CS.I. MROICS


[1] Insegnante inglese di CS; “The Heart of Listening”  North Atlantic books,1995

[2] Corso “La parola all’embrione”, Silea (Tv), novembre 2014

[3]  Scrittore, filosofo e critico tedesco.

[4] Breath of Life, conferenza che si tiene periodicamente a Londra.

[5] cit. reperita su sito: aforisticamente.com

[6] Scrittore e poeta italiano, dal sito www.aforisticamente.com


Warning: session_start(): Cannot start session when headers already sent in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/helpers/class-fw-session.php on line 13

Notice: Undefined variable: _SESSION in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/helpers/class-fw-session.php on line 24

Warning: session_start(): Cannot start session when headers already sent in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/helpers/class-fw-session.php on line 13

Notice: Undefined variable: _SESSION in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/helpers/class-fw-session.php on line 24

Warning: session_start(): Cannot start session when headers already sent in /home/craniosacraltraining_it/craniosacral-training.it/wp-content/plugins/unyson/framework/helpers/class-fw-session.php on line 13