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Meditazione, il Craniosacrale & la Mindfulness – Associazione MU – Cranio Sacral Training

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Meditazione, il Craniosacrale & la Mindfulness

MEDITAZIONE, il CRANIOSACRALE & la MINDFULNESS

Chiara Zanchetta

Nei nostri programmi sui training di disciplina Craniosacrale (CS) evidenziamo in neretto: la pratica della meditazione è parte integrante del corso.

Quando insegno CS spesso dico: fondamentalmente mi piace il CS perché mi permette di praticare meditazione.

Gli spazi di meditazione che conduco all’inizio delle lezioni per me sono il cuore di tutto quello che viene dopo.

E quando parlo di meditazione, tendo a sottintendere la meditazione seduta. D’altronde, nella pratica CS stiamo seduti.

 

La mia pratica personale è la Vipassana e uno degli insegnanti a cui faccio riferimento è Corrado Pensa.

 

Dice Corrado Pensa (1996) che per fare “una meditazione seduta occorrono alcuni ingredienti essenziali, quali:

  • l’intenzione di fare una seduta di meditazione;
  • la libertà di movimento nell’ambiente circostante, che per lo più è la nostra abitazione;
  • la fiducia in quello che si sta facendo;
  • l’attivare quella parte di noi che è motivata a fare meditazione.

Tutto questo infonde un senso di libertà.”

 

Parallelamente, per fare una seduta di CS occorrono elementi analoghi:

  • l’intenzione di fare una seduta di CS;
  • la libertà di movimento in un ambiente, il nostro studio o uno spazio a casa adibito a questo;
  • la fiducia in quello che si sta facendo;
  • l’attivare quella parte di noi che è motivata a fare la seduta CS.

Tutto questo ci infonde un senso di libertà.

 

Sempre Corrado Pensa (2008), parla dei 5 impedimenti della pratica. Anche questi, valgono tanto per la meditazione quando per il CS.

  1. Desiderio-attaccamento: desiderare che le cose siano in un certo modo (di solito positivo), attaccarsi a un’esperienza che troviamo piacevole. Nel CS anche voler sentire in un certo modo, volere che il sistema risponda in un certo modo, voler rimanere in quello spazio piacevole in cui la Respirazione Primaria si esprime al meglio e qualcosa di magico sembra accadere…
  2. Avversione: non volere che le cose siano in un certo modo, voler cambiare ciò che è a tutti i costi. Nel CS anche non volere che il sistema del nostro cliente sia così condizionato, non volere attendere per tempi così lunghi, non volere questa tensione, voler cambiare l’espressione del sistema…
  3. Torpore-sonnolenza: si può manifestare come distrazione, ma anche noia, disinteresse, e vero e proprio stato di torpore e sonnolenza.
  4. Irrequietezza: è la mente che corre da tutte le parti. Ma anche correre dietro a qualsiasi cosa si manifesti nel sistema, perdendo continuamente il contatto con la nostra neutralità.
  5. Dubbio: è anche sospetto, diffidenza. Anche mancanza di fiducia in quello che facciamo, in noi stessi, o mancanza di fiducia nella Marea.

Tutto questo ci allontana dallo stare in contatto con l’espressione della Respirazione Primaria. Ci impedisce di essere presenti all’altro.

 

E poi Corrado (2008) ancora ci parla dell’importanza dello studio nella meditazione. Così pregnante anche per lo studio nella disciplina CS. “E’ facile – se lo studio non è fondato sulla pratica – cadere in una rigida identificazione con il punto di vista” dell’autore “e nell’identificazione con il nostro punto di vista sul punto di vista” dell’autore. “(…) gli insegnamenti vanno applicati, messi in pratica e poi dissolti, quasi dimenticati. Per dirla con il senso comune, deve succedere a un certo punto che gli insegnamenti, una volta assimilati e fatti propri attraverso lo studio e la pratica, circolino addirittura senza parole, oppure attraverso una nostra personale riformulazione.” Dunque, senza attaccamento, si può “accedere in maniera dolce e graduale” a una “modalità di studio diversa dalle altre”: “Lo studio per nutrire la pratica: studio-applico, applico-studio, studio-applico, applico-studio, e così via.” Lo studio “ci colpisce, ci sveglia, allora ci dona un’ispirazione, una spinta particolare verso la pratica. La pratica, a sua volta, è indispensabile per comprendere quello che studiamo.”

 

In questi ultimi anni ho approfondito una pratica di sviluppo della consapevolezza che si chiama Mindfulness. Con il termine Mindfulness viene indicato un particolare tipo di consapevolezza, quello stesso tipo che viene coltivato con la Vipassana. Mentre la Vipassana è una pratica buddhista, la Mindfulness è una disciplina che volutamente si distacca da un ambito spirituale. Come dice Kabat-Zinn (2002) “La mindfulness è l’aspetto centrale delle pratiche buddhiste di meditazione, ma la sua essenza è universale”.

La pratica della Mindfulness è stata da Kabat-Zinn articolata all’interno di un programma per la riduzione dello stress (Mindfulness based stress reduction MBSR) circa 30 anni fa. E’ un programma in 8 settimane che permette anche a chi non abbia mai fatto meditazione di iniziare a sviluppare una consapevolezza e presenza mentale che risulta profondamente benefica per affrontare le situazioni difficili, dalle più semplici alle più complesse, che tutti incontriamo nella nostra vita. Viene innanzitutto sviluppata la consapevolezza del corpo, utilizzando anche esercizi di derivazione yoga, poi quella dello spazio del cuore e delle emozioni, per arrivare allo spazio della mente e dei pensieri.

 

Grazie a una grossa mole di studi scientifici ea un buon numero di validazioni, la Mindfulness è oggi una disciplina in grande espansione. Il programma MBSR viene utilizzato in molti ambiti, data la sua comprovata azione benefica nella riduzione dello stress, del disagio e di sintomi medici e psicologici. Viene applicato in campo psicologico e psicoterapeutico (per la riduzione di stress, ansia, per la gestione dei conflitti interni ed esterni, per la prevenzione delle ricadute della depressione, per disturbi alimentari, ecc.), in campo psicosociale (da interventi nelle carceri alle scuole), in ambito medico (es. in oncologia e nel dolore cronico).

 

Aggiungerei ai campi di applicazione anche quello dell’apprendimento delle capacità di presenza e attenzione necessarie all’operatore CS.

 

La preziosità della nostra disciplina, il CS, è che praticando… qualcosa dentro di noi si sviluppa, cresce, matura. Il nostro rapporto con la vita cambia. Spesso questo processo ci mette in contatto con i nostri limiti, con i nostri meccanismi interiori, con la difficoltà a stare con le cose così come sono. La pratica della Mindfulness ci fornisce un potente strumento per prenderci cura di tutto questo, mentre accompagna, sostiene e approfondisce il nostro processo di crescita come persone e come operatori CS.

 

 

Bibliografia:

  • Kabat-Zinn Jon, (1990). Full Catastrophe Living: Using the wisdom of your body and mind to face stress, pain and illness. New York, Delacorte Press [trad. it. Vivere momento per momento: come usare la saggezza del corpo e della mente per sconfiggere lo stress, il dolore, l’ansia e la malattia. 2005, Milano, Corbaccio. Già pubblicato nel 1993 da red/studio redazionale con il titolo Guida alla meditazione come terapia]
  • Kabat Zinn J., (2002). Presentazione di Jon Kabat Zinn in Mindfulness-based Cognitive Therapy for Depression. A new approach to Preventig Relapse, Segal Z., Williams M., Teasdale J., 2002, New York, The Guilford Press [traduz. Ital. Mindfulness – al di là del pensiero, attraverso il pensiero. 2006 ed. italiana a cura di Fabio Giommi, Torino, Bollati Boringhieri]
  • Pensa Corrado, (1996-1997) “Introduzione alla pratica del Dharma – le dispense dell’A.Me.Co.”
  • Pensa Corrado, (2008) “Il silenzio tra due onde. Il Buddha, la meditazione, la fiducia.”, Mondadori ed.

 

MINDFULNESS BASED STRESS REDUCTION MBSR

PERCORSO PER LA RIDUZIONE DELLO STRESS BASATO SULLA

CONSAPEVOLEZZA MINDFULNESS

8 INCONTRI SETTIMANALI + 1 GIORNATA INTERA

LUCCA

 

Inizio corso martedì 9 ottobre 2012

 

Conduce Dott.ssa Chiara Zanchetta

Psicologa – Istruttrice Mindfulness

 

Mindfulness è un termine anglosassone che significa “la consapevolezza che emerge dal fare attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente ein modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 1990). Questo termine traduce la parola “sati” dell’antica lingua pali, tradotto comunemente come attenzione consapevole. Nelle lingue asiatiche le parole “mente” e “cuore” sono indicate solitamente con lo stesso termine, per cui mindfulness implica anche una qualità affettiva, di amorevolezza e compassione, sottolineando la qualità di amichevolezza che questa attenzione consapevole porta nella relazione con ciò che viene osservato.

 

La Mindfulness favorisce lo sviluppo di un particolare stato di presenza che ci permette di instaurare una relazione più intima e profonda con le nostre esperienze, con particolare attenzione a quelle dolorose e/o stressanti che condizionano la nostra vita.

 

Lo stress e il disagio sono alimentati da una serie di condizioni interne, di modi di reagire, di pensieri ed emozioni negative che si autoalimentano in circoli viziosi, fino a generare esperienze di malessere cronico.

 

Nella Mindfulness sviluppiamo un modo nuovo di essere nell’esperienza, grazie a un contatto più profondo con il nostro corpo, con il nostro cuore e con la nostra mente.

 

La Mindfulness permette di potenziare la consapevolezza del proprio corpo, di migliorare la capacità di regolare le proprie emozioni, di sviluppare una relazione più empatica e meno giudicante con se stessi e con gli altri, di promuovere un senso di maggiore fiducia in sé, di contattare le risorse profonde del nostro corpo-mente-cuore, di allentare la presa dei pensieri assillanti.

 

Il PERCORSO MBSR è rivolto a tutte le persone: tutti ci troviamo a vivere a contatto con l’intensità e il disagio dell’esperienza umana, derivanti dalla difficoltà di gestire eventi stressanti, dai più gravi e debilitanti (incidenti, malattie, lutti, separazioni, ecc.) alla sempre più diffusa difficoltà dovuta a una vita estremamente attiva. L’iperattività e la multifunzionalità a cui siamo esposti quotidianamente ci portano ad una dimensione di stress con effetti che si possono riscontrare in disturbi del sonno, dell’attenzione, dell’alimentazione, o nel prodursi di stati di agitazione quali ansia, inquietudine, depressione, pensieri ricorrenti e in una vasta serie di disturbi fisici correlati.

 

La pratica della consapevolezza promuove un approccio consapevole alle origini dello stress e aiuta a riconoscere le cause dei propri automatismi mentali e a ridurne ilconsueto coinvolgimento automatico.

 

Il potere terapeutico e liberatorio di questo stato di presenza mentale é sempre più al centro dell’interesse scientifico e della ricerca in psicologia, medicina e in ambito educativo.

 

Il programma è stato sviluppato dal prof. Jon Kabat-Zinn dell’Università del Massachusets (USA) nell’ambito della medicina comportamentale, integrando contributi derivanti da studi d’avanguardia sulla relazione mente-corpo, da modelli di sviluppo della consapevolezza e pratiche tradizionali di meditazione (in particolare la Vipassana). Gode di una sperimentazione di oltre 30 anni e costituisce l’esperienza con maggiori validazioni scientifiche delle applicazioni cliniche, preventive e riabilitative della Mindfulness.

 

Numerosi studi hanno riconosciuto alla Mindfulness la capacità di migliorare le funzioni integrative della corteccia prefrontale (implicate in processi di regolazione corporea, sintonia interpersonale, stabilità emotiva e flessibilità di risposta) e di rafforzare l’intero equilibrio psico-fisico con ricadute positive sul funzionamento del sistema immunitario.

 

Il PROGRAMMA si svolge in 8 incontri di gruppo con cadenza settimanale della durata di circa due ore e mezza circa ciascuno, oltre ad un incontro di un’intera giornata.

Durante gli incontri verrà mantenuto il silenzio ad esclusione dei momenti di libera condivisione.

 

Le attività del corso prevedono:

· Pratiche guidate di esercizi di consapevolezza.

· Esercizi di consapevolezza corporea.

· Dialoghi di gruppo e comunicazioni di consapevolezza.

· Esercizi per promuovere la consapevolezza nella vita quotidiana.

· Pratica quotidiana con ausili audio e cartacei a supporto.

DURANTE IL TRAINING SI APPRENDERA’ COME:

· Entrare in contatto con le proprie esperienze interiori.

· Osservare e comprendere i propri automatismi.

· Accogliere e affrontare le situazioni difficili causa di stress.

· Gestire le emozioni e il flusso dei pensieri ricorrenti.

· Coltivare un’attenzione non giudicante.

· Prendersi cura di se stessi (self-care).

 

PARTECIPARE AL PROGRAMMA richiede un incontro personale prima dell’inizio del programma e l’impegno verso se stessi e verso il gruppo di essere presenti a ogni incontro e di svolgere giornalmente a casa gli esercizi indicati.

 

DATE DEGLI INCONTRI: tutti gli incontri si svolgeranno il martedì sera dalle 20.30 alle 22.45 più la giornata intensiva che si svolgerà il sabato 24 novembre dalle 9.30 alle 17.30

 

Costo: 250,00 euro

 

Per informazioni e pre-iscrizioni:

Chiara Zanchetta 3334862234 – 0583570830

chiarazanch@gmail.com

Prenotare entro il 30 settembre: il corso è a numero chiuso.

 

ISTRUTTRICE DEL CORSO: Chiara Zanchetta, specializzata in psicologia della salute. Ha conseguito l’abilitazione come istruttrice Mindfulness con Fabio Giommi e Antonella Cammellato (AIM Associazione Italiana per la Mindfulness). Si occupa da anni di discipline del benessere e bio-naturale e di sviluppo della consapevolezza. E’ socia insegnante Craniosacrale MROICS di A.CS.I.

 

 


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